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Questa lettera dall’INPS sulla dichiarazione ACCAS/PS che potrebbe cambiare tutto: il caso quasi drammatico di Marzia

Pubblicato da
Gerardo Marciano

Marzia rischia di perdere l’assegno sociale: rischia senza dichiarazione ACCAS/PS, sospensione e difficoltà economiche.

Immagina di ricevere una lettera dall’INPS che potrebbe cambiare tutto: il tuo assegno sociale potrebbe essere sospeso. Marzia, una pensionata di 68 anni, ha vissuto questa esperienza sulla sua pelle.

Questa lettera dall’INPS sulla dichiarazione ACCAS/PS che potrebbe cambiare tutto-crypto.it

Distratto dalla routine quotidiana, ha dimenticato di presentare la dichiarazione annuale e ora si trova di fronte a un blocco dei pagamenti. Per lui, questa sospensione ha significato non solo preoccupazioni burocratiche, ma anche reali difficoltà economiche. Senza l’assegno sociale, ha iniziato ad avere problemi a fare la spesa e a coprire le spese quotidiane essenziali. Ma cosa significa davvero questa comunicazione e quali sono i passi da seguire per evitare problemi? In questa guida, vediamo il caso pratico di Marzia e tutto ciò che c’è da sapere sulla dichiarazione ACCAS/PS.

Marzia non si aspettava di trovarsi in questa situazione. Vive in Italia da sempre, ha diritto all’assegno sociale e non ha superato i limiti di reddito. Eppure, per una svista, ora deve affrontare la sospensione della sua prestazione. Questo documento, che molti considerano una semplice formalità, è in realtà fondamentale per confermare il diritto all’assegno sociale e per dimostrare che il beneficiario risiede effettivamente in Italia. Ignorarlo significa rischiare la sospensione, la revoca e persino il recupero delle somme percepite. Cosa ha fatto Marzia per risolvere la situazione? E come puoi evitare di trovarti nella sua stessa condizione?

Chi deve presentare la dichiarazione ACCAS/PS e come farlo?

La dichiarazione ACCAS/PS è obbligatoria per tutti i titolari di assegno sociale e pensione sociale, poiché serve a dimostrare che il beneficiario vive stabilmente in Italia e non ha superato i limiti di reddito previsti. L’INPS invia ogni anno una comunicazione a chi deve presentarla, specificando la scadenza. Nel caso di Marzia, la lettera dell’INPS era chiara: la scadenza per l’invio della dichiarazione era il 28 febbraio 2024. Ma tra impegni, dimenticanze e burocrazia, il termine è passato senza che lui se ne accorgesse. Quando ha provato a prelevare la sua pensione, ha scoperto che l’assegno era stato bloccato. Senza quei soldi, la sua situazione è peggiorata e ha iniziato ad avere difficoltà anche per acquistare beni di prima necessità.

Chi deve presentare la dichiarazione ACCAS/PS-crypto.it

Per evitare problemi come quelli di Marzia, è importante sapere come presentare la dichiarazione in tempo. Può essere inviata online tramite il portale INPS, nella sezione dedicata alle dichiarazioni di responsabilità, oppure tramite un Patronato o un CAF, che possono trasmetterla per conto dell’interessato. In alternativa, si può chiamare il Contact Center INPS ai numeri dedicati per completare la procedura. Marzia, dopo aver scoperto il blocco della prestazione, si è rivolto a un CAF che ha provveduto a trasmettere la dichiarazione in pochi minuti. Ma era troppo tardi: la sospensione era già attiva.

Cosa succede se la dichiarazione non viene inviata e come evitare problemi?

La mancata presentazione della dichiarazione entro il 28 febbraio 2024 comporta conseguenze serie. Se l’INPS non riceve la dichiarazione in tempo, blocca i pagamenti dell’assegno sociale. Il beneficiario ha 120 giorni per rimediare e inviare la documentazione. Se non lo fa entro questo termine, la prestazione viene revocata definitivamente e, per riottenerla, sarà necessario presentare una nuova domanda. Inoltre, se l’INPS scopre che il beneficiario non aveva più diritto alla prestazione, può richiedere la restituzione delle somme percepite indebitamente, specialmente se il reddito supera i limiti o se si è risieduto all’estero per più di 30 giorni consecutivi.

Cosa succede se la dichiarazione non viene inviata e come evitare problemi-crypto.it

Se la scadenza è già passata, è necessario agire immediatamente e inviare la dichiarazione tramite uno dei canali disponibili. È utile contattare l’INPS per verificare lo stato della propria prestazione e, se la sospensione è già avvenuta, chiedere il ripristino dell’assegno entro i termini previsti. In caso di revoca definitiva, l’unica soluzione è presentare una nuova domanda. Se si riceve una richiesta di rimborso, è consigliabile rivolgersi a un Patronato per valutare la possibilità di rateizzare il debito.

Per non trovarsi nella stessa situazione di Marzia, è fondamentale ricordare la scadenza e non rimandare la presentazione della dichiarazione. Meglio controllare periodicamente lo stato della propria prestazione sul sito dell’INPS o rivolgersi a un Patronato per assistenza. Anche una semplice dimenticanza può costare cara, quindi è sempre utile segnarsi la data con un promemoria e conservare una copia della dichiarazione inviata.

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