La nostra posizione può essere tracciata a partire da un singolo dettaglio: ecco come impedire ai malintenzionati di seguirci.
Quello della tutela della privacy online, ormai, è un tema che interessa sempre di più gli utenti. La paura di subire una violazione dei propri dati si fa sentire e, negli ultimi tempi, non ha fatto altro che aumentare. La presenza di cyber-criminali in grado di mettere in atto truffe che si fanno ogni giorno più subdole ha avuto, in tutto ciò, un peso decisivo. In particolare se pensiamo al fatto che, ricorrendo ad un semplice stratagemma, i malintenzionati possono risalire alla posizione di ognuno di noi – con seri rischi per la nostra sicurezza.
Le truffe e i raggiri sul web sono all’ordine del giorno. Riuscire a tracciare la posizione di un utente non è poi così complicato e ci sono diversi trucchi a disposizione per poterlo fare. Le vittime che cadono in questa trappola, nella maggior parte dei casi, commettono un errore: aprire i documenti che ricevono, i quali contengono collegamenti creati appositamente per ottenere la loro posizione.
Il modo più semplice per tracciare una persona è sfruttando l’indirizzo IP dei dispositivi che utilizza per accedere a Internet. Esso consiste in una stringa numerica (che, nel caso in cui venga generato con protocollo IPv6, è alfanumerica) la quale permette, per l’appunto, di identificare i dispositivi connessi alla rete (smartphone, pc, tablet e quant’altro).
Questi ultimi possono essere localizzati geograficamente, in quanto ogni Stato possiede il proprio pacco di indirizzi IP, collegati al territorio della nazione. Inoltre, basta guardare la prima parte della stringa per poter capire quale sia la località in cui i dispositivi sono connessi. Come spiegato in precedenza, ottenere tali informazioni non è troppo complicato se si ricorre ad un collegamento all’interno in un file inviato ad una vittima ignara (che si tratti di un’immagine o di un documento).
Come fare, dunque, per impedire che il nostro indirizzo IP finisca nelle mani sbagliate? La soluzione è fare affidamento su un servizio di VPN (Virtual Private Network), che consente di nascondere l’attività svolta durante la navigazione online e l’identità dell’utente. In tal modo, sarà possibile tutelare maggiormente la propria privacy rendendo impossibile, per altri user, accedere al proprio IP. Inoltre si potranno visionare i siti soggetti a restrizioni in specifiche località: così la navigazione non avrà alcun limite.
Chi percepisce la NASpI rischia una sospensione silenziosa ma immediata se dimentica un passaggio chiave…
Bonus Casa 2026: basta una mancata comunicazione per le detrazioni sulle ristrutturazioni condominiali. Non è…
Nel 2026 il lavoro nel turismo torna a pesare di più in busta paga. Un…
La previdenza complementare cambia passo con la legge di bilancio 2026. Aumenta la deducibilità fiscale,…
Nel 2026 l’INPS ridisegna il sistema degli aiuti: meno misure spot e più sostegni continui…
A fine gennaio 2026 il MEF punta su un BTP pensato per chi guarda alla…