L’impatto delle criptovalute sull’economia mondiale ormai è evidente ma in alcuni paesi hanno più successo, e non dove ti aspetteresti.
Dalla loro comparsa nei primi anni duemila i token come Bitcoin ed Ethereum hanno avuto una crescita notevole. Il loro carattere di valute virtuali e libere dall’autorità bancaria è diventato sempre più apprezzato man mano che anche il mercato si è spostato sul digitale. In Occidente però sono ancora viste con sospetto e l’interesse verso le criptovalute si è spostato in altri paesi.
Oltre che negli USA, dove per molti fanno parte del quotidiano, ora gli investimenti nelle criptovalute stanno iniziando a prendere piede in alcuni paesi in via di sviluppo. Al primo posto per l’utilizzo di queste valute al momento si trova il Vietnam. Qui infatti il 20% dei cittadini possiede Bitcoin e due persone su tre investono regolarmente in valute digitali.
A quanto ipotizzato dalla società di consulenza finanziaria americana Finder le criptovalute potrebbero essere un sistema sfruttato dai vietnamiti emigrati per inviare soldi alle famiglie. Poiché il paese non le considera un mezzo di pagamento legale però è più facile che si tratti di un ripiego dato che la moneta del Vietnam è instabile e ha subito una svalutazione notevole.
Dopo il Vietnam gli altri stati in cui gli investimenti nelle monete digitali stanno crescendo rapidamente sono l’India, il Pakistan, l’Ucraina e il Kenya. Anche in questi paesi la moneta corrente è caratterizzata da una grave instabilità a causa dei sistemi bancari poco organizzati. Le criptovalute come il Bitcoin proprio perché slegate dalla loro banche si mostrano più affidabili.
Un esempio lampante è rappresentato dagli stati africani come il Kenya e la Nigeria dove la popolazione è molto giovane e informata. Non riuscendo a effettuare scambi monetari nel modo tradizionale hanno risolto ricorrendo alle piattaforme di criptovalute. In questa zona Paxful, una delle più sfruttate, ha registrato un aumento dell’83% degli utenti a partire dal 2020.
Gli utenti dei paesi in via di sviluppo inoltre tendono a differenziare il proprio wallet crypto a seconda degli scambi che devono effettuare. Per quelli più corposi ricorrono ad asset affermati come Bitcoin o Ethereum mentre per transazioni minori si affidano a criptovalute user-friendly come Dash. Per gli scambi oltre il confine in Africa sono un’ancora di salvezza.
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